Paola Concia e la compagna aggredite da 30enne: “Lesbiche di m***, vi dovevano bruciare nei forni”

TopNotizie.it 21 aprile 2011 0

L’omofobia, continua a dilagare nel nostro Paese. Se finora ad essere presi reiteratamente di mira erano stati giovani gay e lesbiche, vittime di insulti se non, ancor peggio, di pestaggi, questa volta vittima lo è diventata la stessa battagliera per i diritti degli omosessuali, Paola Concia, insultata pesantemente insieme alla sua compagna storica, Ricarda Trautmann, in una strada non lontana dalla Camera dei Deputati.

Concia e compagna sono state così duramente aggredite verbalmente ieri sera, nel centro della Capitale, mentre camminava mano nella mano con la sua donna, da parte di un passante trentenne, il quale ha iniziato così ad insultarle, dopo aver riconosciuto la deputata del Pd: “Lesbiche di m*** mi fate schifo. Ti ho riconosciuto. A me non me ne frega niente che sei parlamentare. Vi dovrebbero mettere ai forni”, ha urlato contro le due donne il passante.

Ad assistere alla scena, anche alcuni carabinieri, oltre che ad altri passanti, i primi intervenuti solo quando l’aggressore si stava ormai allontanando. A venire in soccorso delle due donne, solo un deputato di Fli, Antonino Lo Presti.

La Concia, in seguito alle offese, ha verbalmente reagito asserendo a tono: “Come ti permetti di insultarmi così?”. Per questo, da alcuni passanti sarebbe stata anche rimproverata per aver risposto all’aggressore.

A Repubblica.it, la deputata ha commentato l’accaduto: “Non ho avuto paura, e penso che sia un mio dovere preciso replicare e reagire a questo tipo di aggressioni. Deve essere un diritto mio e di tutte le persone omosessuali, il poter camminare mano nella mano, in strada, col proprio compagno o compagna. Lui continuava a insultarmi e ad avvicinarsi verso di me. Ovvio che non avesse buone intenzioni nei nostri confronti”.

“E’ un fatto grave che avvengano ancora cose del genere. Ho dovuto reagire. Se non lo faccio io, che ho le spalle grosse, chi può farlo? E se quell’uomo avesse fatto lo stesso con due ragazze, in una strada di periferia? Come avrebbero reagito loro? Cosa sarebbe arrivato a fare? Penso a queste cose, e provo rabbia. Se ci fosse una legge contro l’omofobia, sarebbe assai più facile evitare il ripetersi di episodi di questo tipo. Mi ha anche colpito il fatto che tutta quella gente sia rimasta là a guardare. Evidentemente siamo diventati un popolo di spettatori”, ha continuato poi la Concia, sulla cui bacheca Facebook oggi si sono susseguiti vari messaggi di solidarietà da parte di amici e compagni di partito.

E.L.





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