Melania Rea uccisa con una tecnica militare. Parolisi non risponde

Emergono raccapriccianti particolari dai primi esami dell’autopsia compiuta sul corpo della giovane donna 29enne, Melania Rea, uccisa lo scorso aprile in circostanze ancora tutte da chiarire e della cui morte risulta al momento unico indagato, il marito Salvatore Parolisi, da sempre al centro delle indagini.

Secondo i primi risultati dell’autopsia, dunque, Melania “sarebbe stata assassinata con una tecnica militare”. E’ Il Messaggero a rivelare tale indiscrezione importantissima, in base alla quale, la giovane donna sarebbe stata zittita con una mano sulla bocca. Le sarebbe in seguito stata praticata una forte torsione del capo per poi infliggere sul suo corpo la prima delle 32 coltellate riscontrate. In gergo militare, tale tecnica usata per uccidere Melania prende il nome di “assalto alla sentinella”, utilizzata per uccidere gli uomini di guardia.

Su tale aspetto relativo alla morte di Melania si sarebbe concentrato l’interrogatorio di ieri pomeriggio che ha visto protagonista Salvatore Parolisi che tuttavia si è avvalso della facoltà di non rispondere.

E.L.

Emanuela Longo Autore

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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