Omicidio Melania Rea, spunta nuovo super testimone

Come spesso accade in riferimento ai fatti di cronaca di un certo peso, a distanza di tempo iniziano a spuntare testimonianze importanti da parte di coloro che potrebbero realmente dare una svolta alle indagini, come nel caso dell’uccisione della povera Melania Rea, la donna 29enne trovata morta con oltre 30 coltellate lo scorso 20 aprile. Secondo il settimanale Oggi, ci sarebbe dunque una supertestimone chiave, secondo la quale, quel tragico 18 aprile, giorno della scomparsa di Melania, a Colle San Marco la famiglia Parolisi composta dalla vittima, dal vedovo Salvatore e dalla piccola figlia Vittoria, non ci sarebbe mai stata.

La testimonianza in oggetto, fatta da una donna di 30 anni di Ascoli, rappresenterebbe “la carta più importante nelle mani dell’accusa”, che permetterebbe di incastrare l’unico indagato, Salvatore Parolisi. Due sarebbero gli elementi importanti dichiarati dalla donna: innanzitutto, la testimone afferma di essere arrivata al parco giochi di Colle San Marco alle 14 e di esserci rimasta senza interruzioni fino alle 15,30. In secondo luogo, ed è questa la dichiarazione più importante, la trentenne afferma che in quell’ora e mezza non ha visto arrivare né Melania né Parolisi insieme alla piccola Vittoria. Il suo racconto, troverebbe riscontro anche presso gli investigatori anche in seguito alle telecamere del chiosco che la filmano dopo le 15,30 quando si allontana dal parco giochi.

Tale testimonianza, ovviamente, andrebbe a smentire quanto sostenuto finora da Parolisi.

E.L.

Emanuela Longo Autore

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

Commenti

    Pacifico

    (29 giugno 2011 - 14:02)

    Tutti i testimoni, ed erano tanti che si tovavano sul pianoro di Colle San Marco quel primo pomeriggio di lunedì 18 aprile, hanno escluso categoricamente di aver visto Salvatore, Melania e la bimba al parco giochi delle altalene dalle 14,00 alle 15,30, perchè non vi sono mai stati. Ricordano bene invece di aver notato il Parolisi solo dopo le 15,30, quando è giunto su Colle San Marco per la messincena della scomparsa della moglie. Male ha fatto il caporal maggiore a confidare sul fatto che la gente in genere tende a non “impicciarsi” dei fatti altrui, specie quando ci sono fatti gravi di mezzo, perchè non conosceva forse la disponibilità e la sensibilità dei marchigiani, come sono gli ascolani, a collaborare con la giustizia. La giovane signora ascolana trentenne, di cui scrive il settimanale “OGGI” in edicola, supertestimone oculare che smentisce clamorosamente Salvatore, perché è stata per un’ora e mezza alle altalene, senza vederlo mai con la bima e la moglie, è verosimilmente quella donna che al Ranelli, proprietario del chiosco, sembrava di aver vista al parco giochi prima di quell’ora. Non si trattava perciò di Melania, ma di lei. Non resta altro al Parolisi oramai che dire tutto, ma tutto, una volta per sempre, quello che sa, ed eventualmente di confessare l’assassinio di sua moglie, come credono gl’inquirenti.

    Giacinto

    (29 giugno 2011 - 16:26)

    Bene ha fato il legale dei familiari di Melania, ad opporsi alla richiesta d’incidente probatorio dei difensori di Salvatore, perché si tratta di una vera e propria manovra dilatoria, una mossa difensiva tattica per guadagnare tempo alla libertà del loro cliente, e strategica per accelerare il trasferimento delle indagini alla Procura di Teramo. In ogni caso, gli accertamenti in corso da parte della Procura ascolana stanno proprio ricercando la verità sul luogo, l’ora e le modalità dinamiche dell’omicidio di Melania, per cui molto verosimilmente l’istanza dei due avvocati sarà respinta dal GIP di Ascoli Piceno. E’ inoltre noto da tempo, e s’intuiva fin dall’inizio, che Salvatore, Melania e la bimba non fossero mai stati a Colle San Marco, dalle 14,00 alle 15,30 del 18 aprile, e che l’uomo fosse un falso patentato

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