Vladimir Luxuria, “In Italia se sei trans non puoi avere un programma tutto tuo”

Di recente, Vladimir Luxuria, è stata una delle opinioniste dell’ultima edizione della trasmissione “L’Isola dei famosi”. “Essere nel cast dell’Isola come opinionista mi ha regalato tanta emozione” – sostiene Luxuria a “Vero” – “Quando rivedevo le scene, mi immedesimavo molto nei personaggi. So bene, perché l’ho vissuto in prima persona, che cosa significano la lontananza, la fame, il caldo. Ho espresso semplici pareri sui naufraghi”. Di recente, è diventata scrittrice con un romanzo dal titolo “Eldorado”. “Il titolo fa venire in mente un luogo di ricchezza, pieno di risorse auree, una sorta di terra promessa, il paese dei balocchi. La storia è ambientata negli anni Trenta e il protagonista è Raffaele che ha un solo sogno: vedere Berlino e viverci, perché lì spera di trovare la sua Eldorado. Frequenta un locale con tanto di spettacoli e musica. Ho immaginato un trio stile sorelle Marinetti. Tutto bello fino a quando Hitler non sale al potere e decide di spedire i gay ai campi di concentramento”.

Nonostante si registrano buoni ascolti ogni volta che è ospite ad un programma televisivo, a Vladimir non le è stata mai proposta una conduzione televisiva. “Chissà perché…Ho condotto Cicciobello su 7Gold, poi One shot, un programma sugli anni Ottanta con Valeria Bilello. In Italia la meritocrazia non esiste e c’è la convinzione, che è poi un pregiudizio, che se sei trans non puoi avere un programma tutto tuo. La politica ha influenza sulla tv. Ma prima o poi qualcosa accadrà, spero”. E, avrebbe le idee chiare su chi potrebbero essere gli eventuali ospiti di una trasmissione tutta sua. “Il cardinale Dionigi Tettamanzi, Gianfranco Fini, Roberto Benigni, Monica Vitti e poi Raoul Bova…Anche per un piacere degli occhi”.

Da tempo, Luxuria, “lotta” per l’adozione di un bambino povero. “Non posso e non voglio raggirare le leggi. Non c’è nessuna legge che preveda l’adozione da parte di un single, quindi l’unica cosa che mi rimane è quella di aiutare i bambini con l’adozione a distanza. Tempo fa con l’Unicef ho fatto un viaggio in Mozambico e lì ho potuto toccare con mano il disagio vero, la povertà, la malattia. E’ stata un’esperienza molto dura per me”.

Attualmente non è innamorata. “Spero ancora nel grande amore. Non ho mai avuto una storia importante e voglio credere che sia ancora possibile”.

Luana Zotti Autore

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