Melania Rea, arrestato Salvatore Parolisi. Accuse pesantissime a suo carico

Sarebbero pesantissime le accuse a carico di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore e marito di Melania Rea, accusato della sua morte ed arrestato questa mattina, dopo la decisione della squadra di magistrati ascolani che indagano sul giallo, accolta dal gip Carlo Calvaresi. Omicidio volontario, aggravato da vincoli di parentela e crudeltà; sarebbero queste le accuse per le quali sarebbe previsto l’ergastolo. L’uomo, prelevato questa mattina dalla Caserma Clementi di Ascoli dove lavora, molto probabilmente verrà sentito già nella serata di oggi. Al momento sarebbe in colloquio con i suoi legali.

Secondo i magistrati, uno dei possibili moventi che avrebbe spinto Parolisi ad uccidere ferocemente la moglie Melania Rea, sarebbe rappresentato dalla relazione con la soldatessa Ludovica P., anche in base ai messaggi scambiati con quest’ultima su Facebook, il cui profilo è stato prontamente cancellato lo scorso 19 aprile, giorno successivo alla scomparsa di Melania, proprio da Salvatore. I messaggi sarebbero comunque stati recuperati grazie a una rogatoria internazionale. Da tali messaggi sarebbe emersa la grande pressione esercitata dalla giovane soldatessa verso Salvatore affinché lasciasse Melania.

La richiesta di custodia cautelare, sarebbe invece stata accettata poiché i magistrati sono convinto che Parolisi possa inquinare le prove e reiterare il reato. A rappresentare la svolta decisiva fino al suo arresto, i risultati dell’autopsia eseguita sul corpo della povera vittima, dai quali è emerso come l’ora del decesso sia esattamente compresa nell’arco di tempo in cui il marito diceva di essere in compagnia della moglie e della figlia a Colle San Marco.

E.L.

Emanuela Longo Autore

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

Commenti

    Alberto

    (19 luglio 2011 - 17:11)

    Il corpo di Melania ha parlato ed ha indicato chiaramente il marito come responsabile della sua morte. Salvatore Parolisi è stato arrestato questa mattina per l’omicidio, direi premeditato, di sua moglie Melania Rea. Era evidente fin dall’inizio che fosse l’assassino della moglie, ed i numerosissimi indizi raccolti sono tutti univoci e concordanti contro di lui, da costituire una prova valida e decisiva nel complesso. Ora deve solo collaborare, parlare, raccontare tutto, se vuole evitare l’ergastolo. Ha depistato finché ha potuto, comprese le tre macchioline di sangue di Melania nell’auto, lavandole, che erano cadute dai suoi abiti sporchi del sangue della moglie. Tra tante menzogne, Salvatore ha raccontato solo due mezze verità, che però l’hanno incastrato: la pipì di Melania, non nel bagno del chiosco del pianoro di Colle San Marco, ma nella pineta del Bosco delle Casermette, ed il caffè bevuto dalla donna, non nel bar-ristorante di Colle San Marco, ma a casa sua, a Folignano, prima di uscire, per l’ultimo viaggio senza ritorno, con destinazione luogo del delitto e della sua morte, per mano dell’uomo che lei amava.

    Dubbioso

    (19 luglio 2011 - 19:38)

    Intanto come dici tu, piano piano con le ipotesi, perchè salvatore Parolisi non è stato ancora condannato. Le tre macchioline di sangue di cui parli, Alberto, secondo alcuni giornali sono quelle già repertate ed appartenenti all’amante e che hanno subito uno sfregamento e non un lavaggio. I cellulari non agganciano più indifferentemente le due celle? I militari lo sanno che il cellulare li inchioda ed usano anche le radio criptate per comunicare! Un pensierino ce lo hanno fatto? L’ unico indizio a cui si può credere facilmente è la pipì di Melania, proprio come tu sostieni, ma come gli altri indizi meno plausibili anch’esso può benissimo essere letto al contrario e cioè che alla povera donna non era stato dato il tempo di farla prima, visto che potrebbe essere stata rapita o prelevata consensualmente prima. Se alla donna è stato torto il collo come è riuscita a fare ancora dei passi per cercare di fuggire? Per torcere il collo c’è bisogno di due braccia e mani e chi impugnava il coltello per sgozzarla? Non lo hanno fatto prima a S.Marco dove lei svenuta è stata portata via? Mi sembra veramente che i giudici sposino una causa e vogliono portarla avanti a tutti i costi. Mi dici secondo te, visto che Melania chiaramente non stava litigando col marito ( una parola sul viso spruzza anche macchioline di saliva) perchè lui avrebbe dovuto prenderla alle spalle e proprio mentre faceva pipì? Per prenderla alle spalle, visto che erano insieme, cosa avrebbe fatto il gioco del nascondino? La fontanella sai se è stata analizzata? …nessuno ne parla, ma lì avrebbe avuto bisogno di farsi anche lo shapoo e i vestiti sporchi con il coltello dove, come e quando li avrebbe sotterrati? Aveva anche una bella busta di plastica forte e non bucata per metterli nel frattempo in auto e dentro al trolley. Qualcuno ci dice se il trolley è imbrattato? Se immaginiamo di partecipare a tutta la scena ci sono tantissimi dettagli, come ad esempio lavarsi di nuovo le mani dopo aver nascosto i vestiti sporchi nel cofano, che impossibile tralasciare in momenti così concitati ed una traccia avrebbe dovuto lasciarla. Ci vuole del tempo inoltre nel percorso e se contiamo quello più ottimistico lui avrebbe avuto non più di 16 minuti per fare tutto ed apparire a S.Marco pulito, dove nessuno lo vede ma Ranelli si, e alle 15,00 giocare con la figlia! Prima addirittura sosteneva di avervi visto anche la moglie: non è che il vento degli inquirenti spirando solo in un verso abbia trasportato anche i suoi ricordi? Invece di costruire la scena a S.Marco con foto vuote, qualcuno ha pensato di ricostruire il percorso dettato dall’accusa con degli attori? Quante incongruenze nei dettagli salterebbero fuori! Secondo voi se pressato dall’amante, motivo tra quelli del movente, come avrebbe pensato poi di raggiungerla a Pasqua con la moglie morta? Lo hanno visto uscire con la famiglia alle 14,10 ma nessuno ci dice come fosse vestito: chiaramente allo stesso modo perchè al contrario lo avrebbero arrestato subito. Se era vestito allo stesso modo doveva aver un cambio da footing identico, comprese le scarpe, e tutti gli indizi porterebbero ad un uxoricidio freddo e spietato ma premeditato, avrebbe però scelto un altro giorno, non quello delle ferie per far visitare la famiglia ed un altro posto, non quello che avrebbe subito ricondotto a lui. Non ho sposato nessuna causa, ma vedo che ogni indizio può esser letto a favore o contro. Addirittura quel giorno dicono che la strada era sbarrata ed interrotta da frane…sarebbe dovuto tornare in dietro senza moglie?…passando dal suo paese ed impiegando altro tempo che lo avrebbe portato dai calcoli a S.Marco non prima delle 16,00. Nessuno lo ha visto passare sopra a S.Giacomo dove c’è un ristorante e sempre gente? L’orario della morte se lui dice il vero non è affatto incompatibile col suo racconto. C’è una cosa che più di tutte mi lascia perplesso: comunque la giriamo con gli orari e gli spostamenti, melania moriva subito prima dello squillo al cellulare del messaggio dell’ amica. Hanno battuto ogni pista o solo quella più facile? E gli scontrini dove sono finiti? Quello del 19,00 è di qualcuno che ha mangiato accanto al cadavere martoriato e per non sporcare ha pensato al cestino oppure il corpo di Melania era altrove? Se era lì vicino alla strada e visibile perchè non è stato trovato? Ci sono solo due strade percorribili da S.Marco, sono state sbarrate quel giorno? Le hanno percorse almeno fino ai bivi?…non direi! E i ciclisti dove sono? Li hanno sentiti? Il telefonista perchè dopo tanto si nasconde ancora? Tutti elementi che certamente gli inquirenti hanno e se lo hanno arrestato sicuramente ci saranno un ” po’ ” di motivi, ma Parolisi non è stato ancora condannato ed invece di augurargli tutto il male possibile io vorrei augurargli di subire un processo giusto, breve e che lo scagioni, glielo auguro soprattutto per la bambina rimasta sola. Mi è così difficile pensare che un “uomo?” possa essere arrivato a tanto, ad essere così vile e spietato con colei che una volta ha amato! Come può aver infierito e conficcato una siringa nel seno che ha allattato sua figlia? Speriamo soprattutto che giustizia sia fatta per Melania, nessuna donna e madre merita di morire in quel modo.

    Alberto

    (20 luglio 2011 - 03:06)

    Accidenti, Dubbioso, se tu fossi un legale, ti sceglierei come mio difensore, in caso di bisogno, perché vedo sei capace di fare le pulci a tutti i particolari. Però se è vero che Salvatore ora è indagato, e presto credo purtroppo sarà imputato, ma non ancora condannato fino a sentenza definitiva, non pensare che io sia un giustizialista, che non offre garanzie anche ai rei confessi, perchè conosco le debolezze degli uomini. Giusto per chiosare un po’ le tue affermazioni, non mi risulta che le macchioline di sangue appartengano a Ludovica, perchè erano state repertate, ma non analizzate dal’inquirenti, in quanto Salvatore allora non era indagato, e si preferì soprassedere dalle indagini speciifche, perchè l’amante riferì di aver avuto rapporti sessuali con lui, anche durante il periodo d’indisposizione per evetuale ciclo mestruale, considerato che s’ìncontravano di rado. Al riguardo i carabinieri del RIS hanno parlato di strofinamento, anche se i familiari di Melania hanno raccontato del lavaggio dell’auto il 24 aprile, per cui le tracce ematiche, ed il relativo DNA, saranno ormai deboli, ma non sarà impossibile determinare se esse appartengano a Melania od a Ludovica. Riguardo ai due cellulari, non ti pare strano che tutt’e due, sia di Melania che di Salvatore, abbiano agganciato contemporaneamnte la cella di Ripe di Civitella, e nessuno dei due quella di Colle San Marco, ammesso che possano, come dici tu, agganciare indifferentemente l’una e/o l’altra? Una coincidenza non si ripete statisticamente di sovente. E non credi che gl’inquirenti od i loro tecnici non abbiano fatto numerose simulazioni per verificare l’esattezza di ciò che metti in dubbio? Hanno scritto che, in base al rilievo dei dati dei cellulari, la sicurezza che la coppia fosse insieme nel Bosco delle Casermette, dalle 14,15 alle 15,00, sia addirittura pari al 99%, che è praticamente una certezza. Riguardo poi alla minzione di Melania, anche se qualcuno degl’inquirenti ha ipotizzato che Melania si fosse abbassata volontariamente i pantaloni ed il resto, forse ed addirittura per un rapporto sessuale con il marito, e sarebbe la terza mezza verità di Salvatore, del quale ho dimenticato di far cenno nel mio commento che precede, poichè ha riferito all’amico Paciolla e persino in TV, di essere stato proprio in quella pineta, una decina di giorni prima, per un conttato intimo con la moglie. Ritengo davvero difficile che, se Melania fosse stata rapita, avrebbe fatto la pipì con un estraneo, anche femminile, soprattuto in sicurezza, come recita l’autopsia. All’altra ipotesi cui alludi in alternativa, che Melania sia stata “prelevata consensualmente”, non vi è uno straccio di riscontro in tal senso, neanche un’ombra di tal genere nella vita della donna. Per torcere il collo ad una donna presa di sorpresa, proditoriamente da dietro, nell’attacco alla sentinella, per un esperto come Salvatore, giovane e forte, basta il braccio sinistro, con la mano sinistra che le tappa la bocca, per non farla urlare, e con la destra, congeniale per un destrimane, affondare il coltello. E’ vero, non è facile, ed infatti al marito, non è riuscito bene il tentativo di scannamento, forse per la mostruosità del gesto che stava compiendo, tanto che la giovane si è divincolata ed ha fatto solo alcuni passi, pochissimi metri, perché nel frattempo era raggiunta da ben sei colpi a fondo alle spalle ed alla schiena, che le trafiggevano polmoni e fegato, per cui Melania cadeva al suolo, rigirandosi supina, e l’assassino infieriva furiosamente sul torace ed il collo di lei, che cercava di ripararsi con le mani e le braccia dai fendenti di coltello a lama piatta e corta, senz’alcuna reazione di difesa con graffiamento dell’aggressore, anche per lo stupore dell’assalto mortale del conuige. Come vedi è fin troppo facile controdedurre alle tue osservazioni, specie quando gl’indizi contro sono tantissimi, come nel caso di Salvatore. E poi hai dimenticato una prova decisiva, non hai considerato infatti il DNA del Parolisi all’interno della bocca di Melania, che è stato lasciato pochi attimi prima che lei morisse, per l’effeto del lavaggio, questo sì, di lingua e saliva. Basta ciò per affermare che il caporalmaggiore era con la moglie nella pineta, mentre lei spirava. In ogni caso, se a Salvatore riuscirà di provare il contrario, ben venga per lui, ma mi sembra ci voglia proprio un miracolo, e soprattuto che parli e non taccia come ha fatto nell’interogatorio cui è stato sottoposto. A proposito degli scontrini di cui dici, presenti accanto al cadevere, beh, è facile risponderti che essi fanno parte integrante della messinscena di Salvatore per depistare le indagini, giacchè ha avuto due giorni di tempo, in cui per molte ore al dì, non avendo partecipato alle ricerche, è stato libero per inquinare i luoghi del delitto, come le siringhe, la svastica, ecc. Non riesco proprio a vedere un altro/a che sia rimasto a consumare i pasti accanto al corpo sfregiato della morta, credimi, non dev’essere (stato) uno spettacolo piacevole, da raccomandare. Ti garantisco, che aspetto sereno lo sviluppo degli eventi, senza pregiudizio di condanna anticipata.

    Dubbioso

    (20 luglio 2011 - 09:57)

    Ciao, Alberto, vedo sei ben informato, non sono un legale, a tal proposito, la scelta dei legali di Parolisi è quella che più mi puzzava in questa storia, sempre gli stessi, sempre in tv…Certo sono molti gli indizi contro di lui e gli inquirenti li hanno sicuramente anche più precisi di noi, ma quel delitto è proprio di un essere ignobile, un verme solitario, è che non riesco a credere che possa esistere un essere tanto spregevole e meschino dentro all’animo di uno che è stato marito e padre. Mortifica proprio l’essere uomini e ferisce ognuno di noi. Ci sono poi i giornali che devono vendere e sposano cause adatte ed è anche per questo che ci vado piano. Secondo le ultime notizie una frase su facebook dell’amante lo inchioderebbe : “tu non devi uccidere nessuno…devi solo andare via di là “…è grossa…ma cerchiamo di rimanere freddi, a chi si riferisce? Chi realmente Parolisi avrebbe voluto uccidere? Non sono frasi certo da agnelli, usarle sono sufficienti da sole e giustamente a subire un processo, ma in certe parti d’Italia e con quella “cultura” venivano e vengono usate molto leggermente e questo imbecille addirittura su facebook…e poi in auto dice a se stesso: “…mi faccio 30 anni ma ti devo tirare il cuore dal petto…”, resto ammutolito…ma riflettiamo. Quest’ultima frase sarebbe stata intercettata nella sua auto e quindi sicuramente dopo la morte di Melania e allora chi avrebbe voluto uccidere, chi lo sta incastrando? Chi testimonia contro di lui? Un complice di malaffari? Chi ha ucciso la moglie? Ripeto, Melania era già morta quando lo ha detto! Non sono certo frasi di tutti i giorni e di un gentiluomo …ma ancora una volta, come possiamo vedere, se ben lette all’interno dei tempi giusti, potrebbero anche dimostrare il contrario…sicuramente adesso potrebbe essere un uomo pericoloso…ricordiamo che è un militare addestrato. E’ un animale ferito che medita vendetta? Che apparteneva a giri loschi nella caserma? Più per questo credo sia in gabbia! L’omicidio a me sembra opera di un killer freddo e spietato… ma gli inquirenti stanno facendo in modo che all’alba il gallo canti e se lui è innocente come si proclama, adesso gli converrà farlo…ma se è colpevole l’ergastolo è anche troppo comodo.

    Dubbioso

    (20 luglio 2011 - 13:40)

    …ecco come si manipola l’opinione pubblica: quella frase “non devi uccidere nessuno” citata al tg1 estrapolata dal discorso sembra orribile, come se lui avesse manifestato quell’intenzione, se leggete tutto il discorso è detta invece in modo innocente, significa: per andartene da tua moglie ( lui prendeva tempo) basta divorziare! nel senso che non è una cosa così difficile, non è un delitto! Significava: basta dirglielo! Dal poco riportato si capisce bene che lui la prende in giro, ma lei gli dice chiaramente che sono due anni che si fa prendere in giro ed in sintesi per ripicca lo chiama codardo, come fanno tutte le donne che si sentono prese in giro da un uomo, e conclude volendo troncare il loro rapporto. Niente di anomalo, normalissimo litigio tra un uomo che ha famiglia e non vuole lasciarla e l’amante che lo vuole invece solo per lei, ma capisce che lui ha altre intenzioni…scuse di soldi e avvocati, ma nessuna voglia di lasciare la moglie.

    Alberto

    (20 luglio 2011 - 17:18)

    Condivido, Dubbioso, almeno in parte, le tue pacate riflessioni, che fanno continuare a sperare, almeno sino a prova contraria inconfutabile, ancora nel bene di Salvatore e non nel suo male. Sull’argomento che comunque ci preme, se non altro a livello intellettivo ed emotivo, t’invito a leggere dal resoconto di Repubblica di oggi, formato on-line, la richiesta dei PM di applicazione delle misure cautelari, sono ben 68 pagine, ma vedrai che l’ordinanza di arresto del GIP poggia su basi solide, per cui è ben motivata, e troverai particolari orribili, che ti verrà voglia di comentarli in positivo o, più facilmente, in negativo per il Parolisi. Comunque se Salvatore, vorrà scampare dall’ergastolo, dovrà parlare , raccontare tutta la verità, qualunque essa sia, finanche confessare il delitto, almeno per il bene della figlia.

    Dubbioso

    (20 luglio 2011 - 18:52)

    Ho accettato il tuo invito Alberto, non ti nascondo di non esser riuscito a leggere tutto, non avevo dubbi sulla solidità delle basi cui poggia l’ordinanza d’arresto e che sia stato fatto un lavoro meticoloso e lungo, ma questo non cambia il fatto che sopra a quei riscontri oggettivi siano state fatte per ora solamente ipotesi, e che su tali riscontri meticolosi e scientifici si possono formulare anche altre ipotesi, altrimenti sarebbe superfluo il lavoro dell’avvocato difensore che è chiamato a difendere l’imputato dalle accuse del p.m. Vorrei mantenere accesa con te quella speranza che la fam.Rea, alla quale va tutto il rispetto e la comprensione, sembra abbia purtroppo perduto, speriamo che la verità emerga e che a quella povera bimba possa essere restituito almeno uno dei genitori.Ciao Alberto.

    Alberto

    (20 luglio 2011 - 21:54)

    Certo, Dubbioso, la verità che potrà emergere al termine del procedimento penale, non potrà essere di sicuro peggiore di quanto già ipotizzato validamente dai PM della Procura e dal GiP di Ascoli Piceno, con la sua ordinanza d’arresto di Salvatore. La speranza per la bimba che il babbo possa essere assolto da un crimine così efferato ed odioso, non va lasciata perire per il ben e della piccola, ma prevedo fin d’ora che sarà molto diificile che Parolisi ne esca indenne. Ma mi chiedo e domando a tutti i ciitadini che si sono interessati a questa tristissima storia coniugale, culminata nella violenza e nel sangue di una giovane mamma, che ha visto spezzata la sua vita ed ha privato un’innocente della mamma, se non sarebbe stato molto meglio per i due, Salvatore e Melania, se avessero disatteso di conformarsi ed attenersi ad un codice di amore possessivo, di gelosia e di onore della famiglia classica, che in Italia non esiste praticamente quasi più, piuttosto che lottare dalla parte muliebre per non perdere a tutti i costi un marito, anche se non ti ama più, e dall’altra maritale per non vedersi sottrarre un’amante, che si crede a torto od a ragione, poco importa, di amare più della moglie. Ma del senno di poi son piene le fosse, ha scritto il Manzoni nei Promessi sposi, se non erro nel ricordo. Per fare più il moderno, dico apertis verbis, fuori dalle righe, ma saggiamente, non era meglio una sana separazione coniugale, ed eventualmente un divorzio successivo consensuale, che avrebbe anche potuto portare ad un salutare ravvedimento del marito focoso, ed oggi avremmo una bella mamma ancora viva ed una bimba felice, anche con i genitori a famiglia allargata, come si dice oggi, piuttosto che avere e piangere ben due vite rovinate, una dalla morte e l’altra dalla galera!?

    Dubbioso

    (22 luglio 2011 - 16:51)

    Alberto, leggendo meglio quell’ordinanza anche le ultime speranze sembrano destinate a cadere, si rimane sconcertati da quelli che appaiono fatti e non solamente ipotesi, ma…ci sono dei ma… e piccole cose che non tornano: chi scrive dice della tranquillità in cui versava la vittima perchè di propria volontà si era abbassata i pantaloni ed il resto, ma di quale tranquillità può trattarsi se aveva un coltello puntato alla gola??? Non riesco a trovare dove sia scritto che stava facendo pipì, solo che la vescica era vuota, si sa che chi perisce perde il controllo degli sfinteri ma nessun accenno a questo nè se si è verificato nè dove.
    Melania ha ricevuto un colpo in testa con un oggetto con poche sporgenze…ma a nessuno importa e da nessuna parte viene scritto o citato quando, come e perchè. Aveva anche ricevuto un colpo ad una gamba, ma nell’ipotesi della dinamica dell’omicidio non si parla di questi colpi. Non parliamo nemmeno del DNA feminile…viene citato in un solo rigo, nessuno spiega come sia finito lì. Il solo punto in cui il telefono di Melania poteva agganciare la cella di Ripe, in sostanza, da cui ricevette le chiamate dell’amica, è quello del monumento ai caduti, dove i cani molecolari si sono fermati, ma è un elemento improbabile dicono anche per la presenza di un test che in quel preciso momento transitava lì, ma quale preciso momento? Sono tutti perfetti questi momenti? Basta l’errore di un solo minuto. Nessuna prova fatta del telefono lungo il tragitto che da S.Marco porta alle casermette passando per S.Giacomo? Nessuna prova nè accenno sul telefono di Salvatore, che poco importa sia stato nascosto, perchè i dati delle celle telefoniche sono stati acquisiti, ma non se ne parla, se nom per le 12 chiamate che ha fatto alla moglie dal pianoro, non è stato localizzato prima e controllato? Ci sono diversi test che vedono uscire la famiglia da casa, ma da nessuna parte viene scritto come era vestito Salvatore. Da nessuna parte riesco a leggere se è stata esaminata la fontanella vicina al luogo del delitto, nè come avrebbe fatto Salvatore a lavarsi e apparire integro. Nessun accenno al fatto che l’arma del delitto non sia stata trovata, nè come e quando possa essere stata nascosta. Nessun accenno al punteruolo servito per infierire e depistare nè dove possa essere finito. Ci sono ben 28 militari venuti da Chieti e alcuni appostati da sentinella in quei giorni e in quel posto, con visuale sulla strada, ma nessuno ha visto l’auto di Salvatore, nè il giorno del delitto nè dopo per il depistaggio, sarebbe dovuta transitare quattro volte ma ne spiegano il motivo così: perchè non ricordando di una specifica auto, una golf nera, passata di lì e conosciuta, è evidente, si scrive, che la sentinella non possa ricordare tutte le auto come se si trattasse di una autostrada…sono stati ricostruiti tutti gli orari dei testimoni al pianoro, aiutati a ricordare con filmati, foto e telefonini, ma non quelli di quei militari! Non ricordano e basta! Se nessuno ha visto Salvatore al pianoro è importante, ma che nessun militare, pur essendoci sentinelle appostate, l’abbia visto transitare per la casermette quattro volte questo è di poca importanza! Non trovo scritto dove l’auto di Salvatore risulti imbrattata di sangue o pulita. Del telefonista e del motivo per cui non si vede non si parla, e non si parla dei due ciclisti nè sè e perchè ancora stiano pedalando nè cosa abbiano fatto con Salvatore al pianoro…le menzogne di salvatore risultano evidenti e ci sono tutte, che probabilmente lui sia implicato pure, ma molte cose vengono ancora taciute e qui sembra proprio che siamo ancora lontani dalla verità.

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