Melania Rea, Salvatore Parolisi e le lettere d’amore giunte in carcere

Se per i parenti della povera Melania Rea, la 29enne assassinata brutalmente ed in circostanze ancora tutte da chiarire, risulta difficile accettare l’arresto di Salvatore Parolisi, vedovo di Melania ed unico indagato per la sua morte, appare ancora più assurda la notizia resa nota dal quotidiano Il Messaggero, che sottolinea alcuni episodi accaduti dopo l’arresto dello stesso Parolisi nel carcere di Ascoli.

Il caporalmaggiore, che in questi mesi di indagini serrate sull’uccisione della moglie si è contraddistinto anche per le sue bugie ed omissioni circa la sua movimentata vita extraconiugale, da quando è in carcere continua a ricevere lettere d’amore e ammirazione, oltre che di sostegno, da parte di donne sconosciute.

“Sono qui che ti aspetto”, “Salvatore ti voglio bene”, sono queste le frasi che si rincorrono all’interno di queste lettere, per le quali tuttavia non ci sarebbe una conferma ufficiale ma che, a quanto pare, non sarebbero state neppure bloccate dal personale carcerario in quanto non considerate pericolose.

Ciò che lascia senza parole, è sapere che il presunto killer della povera Melania possa nel frattempo continuare ad attirare simpatie se non addirittura platonici amori da parte di sconosciute donne.

M.V.

Emanuela Longo Autore

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

Commenti

    marica

    (2 agosto 2011 - 11:57)

    La mamma degli imbecilli e’ sempre incinta

    Alberto

    (2 agosto 2011 - 12:04)

    Come volevasi dimostrare, gli avvocati di Salvatore si arrampicano sugli specchi, fino a risultare ridicoli. Quel capello di cui blaterano, non c’è affatto, come affermano il legale dei familiari di Melania ed il comandante dei carabinieri. Assolutamente depistaggio, la storia dei capelli di donna sparsi sul corpo di Melania. Come mai non si trovano sotto le unghie di Melania, nel tentativo di strapparli per difendersi da una sua eventuale assassina, e come mai le unghie delle mani sono intatte, lunghe e ben curate, tanto fragili da spezzarzi in caso di resistenza della vittima!? Salvatore ha fatto di tutto e di più per cercare di confondere le acque agl’investigatori. Solo i suoi avvocati, e fanno l’altronde il loro lavoro di difensori, possono credere davvero che i loro siano dettagli importanti. Se Salvatore non confessa il delitto o non offre piste alternative convincenti, rischia l’ergatolo che si merita proprio tutto. Il capello trovato accanto ed intorno alla casetta in legno, potrebbe appartenere a chiunque, perché il Chiosco della Pineta è frequentato da gente, e spesso da militari, sia maschi che femmine, ed i capelli cadono casualmente come si sa, ed anche se fosse sotto la scarpa sinistra di Melania, come ha scritto un’altra fonte, il succo non cambia: semplice capestamento di un luogo aperto al pubblico. Riguardo all’auto, semplice fumo negli occhi dei difensori del Parolisi, che amano i media quando danno risalto alle loro ipotesi che non stanno né in cielo né in terra, salvo minacciare denunce in caso contrario. Quell’auto, molto lontana dal parco giochi e dalle altalene, dove Salvatore ha sempre detto di essere, non è un Renault Scenic e tanto meno è dello stesso colore, perché è rosso amaranto e non nera, come affermano gl’inquirenti ed il legale dei familiari di Melania, Avv. Gionni. Con tali mezzucci difensivi Salvatore sarà condannato all’ergastolo, e ben gli sta, perchè continua ancora a mentire ed a tacere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP-SpamFree by Pole Position Marketing