Berlusconi verso le dimissioni: “un’umiliazione per tutti gli italiani”

Tante, troppe le situazioni imbarazzanti di cui, a detta dell’opposizione, il premier Silvio Berlusconi si sarebbe reso partecipe negli ultimi tempi. L’ultima, quella relativa alle nuove intercettazioni nell’ambito delle quali è lo stesso Berlusconi a definirsi presidente del Consiglio a “tempo perso”. Ecco allora che il Pd non ci sta e, per bocca del suo segretario tuona: “E’ ora che Berlusconi stacchi la spina”, sottolineando come “quello che sta avvenendo è un’umiliazione per tutti gli italiani” e come “nella maggioranza comincia a emergere disagio”.

Bersani, al termine della Festa del partito che si è tenuta a Milano, torna così a chiedere le dimissioni di Berlusconi, motivandone anche la richiesta: “C’è una sola ragione comprensibile per cui non dovrebbe dimettersi? Nel Paese abbiamo dei problemi serissimi. E abbiamo un presidente del Consiglio e un governo totalmente impantanati in tutt’altre vicende. Da cittadini abbiamo il diritto di chiedere un governo che svolga il suo compito con disciplina e onore e non è il nostro caso. E’ ora di staccare la spina”.

Continuando, Bersani afferma: “Questo governo è un danno per il Paese. Inizia a dirlo timidamente anche qualcuno che non è all’opposizione. Ci vuole che nella maggioranza qualcuno cominci a ragionare”.

Le stesse richieste di dimissioni, sembrano avanzare anche da parte di Davide Zoggia, responsabile Enti locali del partito, che afferma: “L’Italia, con i suoi gravi problemi, non si può permettere un esecutivo che governa a tempo perso. Le parole sono finite. Berlusconi si rechi al Quirinale e rassegni le dimissioni”.

Grande delusione anche da parte di Nichi Vendola, che commenta: “Spero che quanto prima si possa chiudere questa pagina schifosa, che si possa dare all’Italia una traccia di speranza, una qualche prospettiva di salvezza. Io spero che il presidente del Consiglio sia consapevole di quanto profonda sia la critica, il disgusto e anche il rancore che cresce nel Paese nei suoi confronti”.

Ovviamente, le repliche non si sono fatte attendere, e a scendere in campo in difesa di Berlusconi ci ha pensato prima il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che ha asserito “Berlusconi andrà al Quirinale se il Parlamento lo sfiducia. Se Bersani continua così riesce a sciupare anche il vantaggio che la crisi dà al Pd”, e poi il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta: “Nonostante tutto quello che sta avvenendo dentro e fuori il nostro Paese non riesco ad essere pessimista perché penso a chi siamo, alle cose che abbiamo fatto e a quelle dobbiamo fare. Sono ottimista pensando a chi sono i nostri avversari pensando che Bersani si è incontrato ieri con Vendola e Di Pietro: questa è la prospettiva dell’Italia. Il ‘luogocomunista’ Bersani, il fondamentalista Di Pietro, e Vendola, la cui retorica del luogo comune antitaliano conosciamo tutti”.

Emanuela Longo Autore

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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