Yara Gambirasio, nuova lettera anonima: “Fikri sa che Yara è stata caricata su un furgone bianco”

Yara Gambirasio

“Non mollate la pista del cantiere, i cani non sbagliarono”. Questa è una delle frasi contenute nell’ennesima lettera anonima giunta alla redazione del quotidiano L’Eco di Bergamo, relativamente alla misteriosa morte della piccola Yara Gambirasio, a quasi un anno dalla sua scomparsa avvenuta lo scorso 26 novembre.

In base a quanto riportato dal quotidiano, all’interno della missiva si legge anche un riferimento a Mohammed Fikri, l’operaio marocchino sul quale erano ricaduti inizialmente i sospetti portando così all’accusa di sequestro e omicidio della ragazzina di Brembate di Sopra (Bergamo): “Mohamed sa di un uomo visto nel cantiere a novembre che minacciava. Sa che Yara è stata caricata su un furgone bianco”.

Secondo l’autore che ha scritto la lettera, dunque, Fikri saprebbe dei particolari importanti non ancora riferiti agli investigatori: “Sa che Yara non è rimasta ‘sembre’ (così si legge nella lettera, ndr) nel campo di Chignolo, ma ci è stata portata dopo, e che l’uomo su un’auto targata era presente di nuovo una settimana prima del ritrovamento, sempre a Mapello. Non dimenticate Yara!”.

Relativamente alla vettura citata, viene riferita anche la targa: si tratta di un’Audi A4 appartenente ad un cittadino della provincia di Modena.

Emanuela Longo Autore

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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