La tassa sugli animali di Monti: la nuova bufala di Facebook

TopNotizie.it 26 novembre 2011 0

Ne avevamo parlato anche noi di quella che appariva come un’ipotesi troppo bizzarra per poter concretizzarsi in qualcosa di vero. Stiamo parlando della presunta tassa sugli animali domestici e sulle eventuali spese necessarie per le relative cure, circolante in questi giorni sui principali social network e che aveva scaturito non poche polemiche e moti di protesta.

Uno tra tutti, quello diffuso su Facebook e che recitava come segue: “CI MANCAVA SOLO QUESTA: Il governo Monti sta emanando nuove leggi da approvare, una tra le quali la legge sugli animali domestici. Ogni famiglia dovrà pagare una tassa su ogni animale domestico in quanto il signor Monti li definisce BENI DI LUSSO, non beni affettivi. La ringraziamo, professor Monti, perché in questo modo, lei sarà complice dell’aumento degli abbandoni, delle uccisioni, e della sofferenza di tante povere bestie, che o saranno abbandonati da chi non può permettersi ulteriori spese, o che non verranno mai e poi mai adottati da un canile. COPIA E INCOLLA”.

Eppure, la collera e la rabbia di molti possessori di animali domestici, potrà essere presto placata, poichè, nella giornata di ieri, si è avuta la conferma di quanto l’intera notizia rappresentasse semplicemente l’ennesima bufala messa in circolazione su Facebook come le classiche “Catene di Sant’Antonio” che siamo ormai abituati a vedere da anni.

Spiega a tal proposito il blog Attivissimo:

“Al momento non c’è alcuna ‘legge sugli animali domestici’ emanata o ipotizzata dal governo Monti. L’appello nasce forse da un’interpretazione cinofallica di un articolo del Corriere di ottobre 2011 a firma di Danilo Mainardi, nel quale Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari, segnala amareggiato che ’tra le sette categorie del nuovo redditometro sperimentale presentato all’Agenzia delle Entrate comparirebbero le spese veterinarie per gli animali una volta detti da compagnia e che oggi si preferisce chiamare d’ affezione’. La critica al redditometro è ampliata in un articolo dell’Associazione. Un’altra origine possibile è un articolo di Tecnologia-ambiente.it, che paventava una presunta ‘tassa sui cani’ in quanto considerati ‘beni di lusso’ ma poi è stato rettificato per chiarire appunto che non si tratta di una tassa ma di una inclusione nel redditometro. A sua volta, questo articolo citava una petizione su Petizionionline.it che non è stata rettificata. Idem dicasi per Leggo.it, che tuttora parla della ‘tassa’ come se fosse un dato di fatto. C’è anche un’altra petizione su Firmiamo.it”.

Amici a quattro zampe e relativi padroni, potranno continuare a dormire sonni tranquilli.





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