Provenzano tenta il suicidio in carcere: dubbi sul sacchetto di plastica

Bernardo Provenzano, super boss di Cosa Nostra, la scorsa notte ha tentato il suicidio nel carcere di Parma dove è detenuto, infilandosi un sacchetto di plastica in testa mentre era sdraiato a letto. Ad intervenire e salvarlo, il personale di polizia penitenziaria. Del fatto sono stati informati l’autorità giudiziaria e il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria.

Il tentato suicidio, non ha avuto alcuna conseguenza sulla salute del boss mafioso, il quale non sarebbe stato neppure trasportato in ospedale per i possibili controlli del caso.

Il legale di Provenzano, Rosalba Di Gregorio, in seguito all’accaduto ha comunque sollevato alcuni quesiti: “Due periti nominati recentemente dalla Corte d’assise di Palermo hanno detto che Bernardo Provenzano non era depresso e stava bene: a questo punto o hanno visitato un altro o si doveva prestare più attenzione alla perizia. E comunque, in ogni caso, chi ha dato al detenuto il sacchetto di plastica?”. Ed ancora: “Come è che nessuno si è accorto della presenza del sacchetto visto che Provenzano è l’unico detenuto del braccio in quel carcere e che è continuamente sorvegliato?”.

Emanuela Longo Author

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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