Ruby, il racconto delle serate ad Arcore: “Berlusconi invitò le ospiti a mimare rapporti orali con la statuetta”

TopNotizie.it 7 maggio 2012 0

Ad essere chiamata a deporre in aula, in occasione del processo Ruby che vede coinvolto l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stata Chiara Danese, una delle ragazze presenti ad una delle tante serate ad Arcore e parte civile nel procedimento parallelo a carico di Lele Mora, Nicole Minetti e Emilio Fede.

Di fronte ai giudici, la ragazza ha raccontato come avrebbe trascorso la serata a San Martino, dopo essere stata invitata da Fede, conosciuto durante un casting per meteorine e definendosi “Imbarazzata”, aggiungendo al racconto: “Mi veniva da piangere”.

Ha poi proseguito, asserendo: “C’erano una decina di ragazze e un paio di signore eleganti più adulte”, mentre su Berlusconi e Roberta, ha affermato che lui l’aveva presentata “come la sua fidanzata e che io avevo conosciuto in una selezione per miss Italia”.

Durante la serata, ha raccontato ancora la ragazza, “Berlusconi cominciò a raccontare barzellette sconce per le quali le ragazze ridevano in modo forzato” e, tra gli invitati comparivano anche Nicole Minetti, le gemelle De Vivo, Maristelle Polanco.

Il racconto prosegue con particolari più piccanti: “Ad un certo punto Berlusconi fece arrivare una statuetta raffigurante un uomo, dall’altezza più o meno di una bottiglietta d’acqua da mezzo litro con un pene sproporzionato. Berlusconi invitò le ospiti a mimare rapporti orali con la statuetta e loro lo fecero… c’era chi scopriva il seno… poi le ragazze andavano da Berlusconi, si facevano toccare, lo toccavano, cantavano ‘meno male che Silvio c’è”.

La teste ha poi raccontato anche del dopo cena e del famoso bunga bunga: “Nel locale che sembrava una discoteca, le ragazze ballavano in modo provocante e alcune si spogliavano. Ricordo che la Minetti rimase nuda. Alcune di loro venivano da me e Ambra (l’amica, ndr), ci mettevano le mani addosso, ci spingevano ad imitarle. Io stavo zitta, non parlavo con nessuno. Mi veniva da piangere, ero fortemente in imbarazzo”.





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