Delitto di Lignano, la sconvolgente confessione di Lisandra

TopNotizie.it 23 settembre 2012 0

Lisandra Aguila Rico, la 22enne cubana responsabile dell’omicidio di Lignano, insieme al fratello Reiver, chiamato “Tyson”, ha raccontato alla polizia come lei e l’uomo sono arrivati a compiere la rapina che poi si è trasformata in tragedia.

“Mentre ero a Salerno (dove lavoravo al night Sharon) ho sentito più volte al telefono Reiver che mi diceva di voler commettere la rapina… Aveva problemi economici e continuava ad avere questo obiettivo da mesi”, ha raccontato la donna che ha poi ammesso di aver cercato invano di far cambiare idea al fratello: “Volevo fargli cambiare idea ma mio fratello si è messo a piangere parlandomi dei suoi problemi economici e della figlia che doveva nascere, così mi sono convinta”.

In merito ai coniugi Burgato, uccisi in modo barbaro, ha confessato Lisandra: “Li conoscevamo da tre anni, da quando siamo arrivati in Italia, io andavo al loro negozio a fare acquisti e li vedevo tutti i giorni nella gelateria di mia madre, dove ho lavorato anch’io”.

Il fratello aveva già deciso tutto sulla rapina da compiere, tanto da essere pronto a farla anche in assenza della sorella. Poi, però, lei si è convinta e, in merito, ha raccontato: “Reiver è venuto a chiamarmi verso le 21,30 dicendomi che andavamo a fare la rapina. Era presto, siamo andati a comprare le Marlboro light. Abbiamo fatto dei giri a piedi nei dintorni. Verso le 22,30 abbiamo scavalcato, ci siamo nascosti e abbiamo messo i leggins. Nell’attesa, accovacciati, abbiamo fumato almeno quattro sigarette a testa”.

Poi ha proseguito: “Io ho perso la signora da dietro, bloccandola alla gola con il braccio sinistro, mio fratello ha bloccato lui… Siamo entrati tutti e quattro nel bagno, la prima stanza che abbiamo visto aperta. Mio fratello ha iniziato a dire: ‘Dove sono i soldi? Dove avete la roba? Dove avete l’oro? La signora voleva che il marito parlasse ma Burgato non diceva nulla. A quel punto mio fratello lo ha messo a terra legandolo e poi si è occupato della signora… io ho preso la borsetta, ho trovato del denaro e l’ho dato a mio fratello. Sono poi salita al piano superiore a rovistare dappertutto… ho mosso i quadri cercando la cassaforte ma niente, ho portato via solo una catenina e degli orecchini”. Continua: “Sono tornata da mio fratello, gli ho sussurrato all’orecchio che non avevo trovato nulla e l’ho invitato ad andare via. Lui è diventato molto nervoso. Ha iniziato a chiedere più volte la cassaforte e i soldi e in quel momento il signor Burgato ha riconosciuto la sua voce chiamandolo più volte “Rei”. Reiver ha iniziato a picchiarlo violentemente, tant’è che io sentivo i colpi sordi e forti”.

Sentendosi alle strette, quella che doveva essere una rapina si è poi trasformata in delitto: “Entrambi avevamo capito che non potevamo andar via così… Ho recuperato il coltello grande e ho aggredito Burgato”. I due fratelli, subito dopo l’omicidio si sono poi recati in spiaggia prima di rincasare.





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