Sarah Scazzi, ergastolo a Sabrina e Cosina. Michele Misseri a Domenica Live

Senza titolo-1 copiaNella nuova puntata di Domenica Live, la trasmissione tv in onda nel pomeriggio domenicale di Canale 5, in collegamento da Avetrana Barbara D’Urso ha accolto i genitori della piccola Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa brutalmente per parlare proprio della pena inflitta alle due assassine della piccola, Sabrina Misseri e Cosima Serrano e resa nota ieri dal Tribunale di Taranto. Come sappiamo, infatti, alle due donne è stato dato l’ergastolo, definendole quindi di fatto le due artefici dell’uccisione della povera Sarah.

Nell’intervista di questo pomeriggio, i cui dettagli potrete trovarli all’interno di questo articolo, Concetta e Giacomo Scazzi hanno espresso i propri sentimenti all’indomani della sentenza, esprimendo quindi i loro attuali stati d’animo. Oltre alle loro parole però, è stato dato spazio anche a quelle di Michele Misseri, al quale è stata inflitta una pena pari a otto anni di carcere nell’ambito dello stesso processo. Per rispetto dei due genitori della vittima, in collegamento con la trasmissione Mediaset, Misseri non è stato né invitato né intervistato in diretta.

Le sue dichiarazioni sono infatti state raccolte ieri subito dopo la sentenza che ha condannato all’ergastolo la moglie e la figlia del contadino di Avetrana e, ai microfoni di Domenica Live, anche Michele ha espresso la sua opinione in merito, rinnovando le minacce già fatte in passato alla stessa trasmissione e relative alla volontà di togliersi la vita nel caso in cui la condanna venisse confermata anche in Cassazione. “Michele è un povero comico drammatico, continua con questa recita”, ha commentato così Concetta le parole dell’uomo.

Emanuela Longo Author

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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