Chiara Iezzi infuriata su Facebook: “Non sono lesbica, il solo pensiero mi fa orrore!”

Daniela Gambino 17 giugno 2013 0

Paola e Chiara VanityNel web infuria la polemica. Io avevo letto, questa dichiarazione, affidata all’articolo Scuuusa, non ci tiriamo più le chitarre in testa, a firma di Simona Siri per Vanity Fair, del 29 maggio 2013. “Il ruolo delle icone gay invece ve lo tenete stretto?”, chiedeva la giornalista. “Ci fa piacere, ma lasciamo che lo dicano gli altri, non noi. E comunque mica lo siamo di tutti: sa quanto gay non ci sopportano?”, rispondeva Chiara Iezzi. La sorella Paola le aveva fatto quindi eco: “E poi è un’arma a doppio taglio: ai gay di solito piacciono le baracconate, quindi vuol dire che noi lo siamo?”.

Su “baracconate” ho storto un po’ il naso, a me pare che in termini di stile il gusto ‘camp’ detti (quasi) legge da anni. Infatti Chiara, concludeva: “A me piace pensare che in noi riconoscano il gusto per l’eccesso, i colori, la cura dell’immagine, però senza strafare. Certo, sobrie sobrie non lo siamo mai state, ma in fondo abbiano sempre cercato di presentarci con una certa eleganza”.

Intanto, in queste settimane, in rete si intrecciano una serie di comunicati: terminano o no la loro carriera nell’ambito della pop music, o è l’ennesima provocazione per far parlare di sé quando i posti in classica languono? O, al contrario, per mandare in vetta il singolo Divertiamoci (Perché c’è feeling), che anticipava l’uscita dell’album?

Quello di Chiara Iezzi, è uno sfogo esagerato, e lo scrivo da attivista etero dei diritti LGBTQ (indi umani) e da giornalista attenta all’uso del linguaggio – quello omofobo è spesso utilizzato con leggerezza -perché credo che i personaggi pubblici, visto che parlano a moltitudini di ragazzi, anche giovanissimi, anche incerti e dubbiosi, debbano dosare con attenzioni dichiarazioni come questa che campeggiano sulla sua pagina FB:

“Piccola precisazione. stasera sarò ospite del borgo di milano con la mia socia e il nostro rapper (sexy!) della giungla e sicuramente ci divertiremo sul palco. ora il borgo è un club a orientamento gay ma open a tutti e anche se penso che l’orientamento sessuale non debba essere per forza un motivo di orgoglio o di identità (ma ognuno fa quel che vuole) dico una volta per tutte che io sono eterosessuale per evitare commenti fuori posto sulla mia persona (e che ho visto su fb e che mi hanno fatto inca***re) everybody is free to live life as they like but (please)non inventiamo cose a caso grazie mille a tutti peace&love c”.

Non c’è niente di male, a puntualizzare, ci mancherebbe, ma i toni si infiammano nello scambio di commenti, perché lasciano presupporre che si determini una parte giusta e una sbagliata da cui stare “keep calm un ca**o. devo vedere la mia musica associata a termini come “le**apa**ere” o altro. io non lecco passere, chiaro?mi fa orrore solo il pensiero…”, scrive Chiara esasperata. E questo non solo non è generoso nei confronti dei loro fan, ma genera anche una certa presa di distanza e fa il paio con la frase “penso che l’orientamento sessuale non debba essere per forza un motivo di orgoglio o di identità” detto a una comunità che non ha di fatto gli stessi diritti (per dire, le sorelle Iezzi possono sposarsi e i rappresentanti della comunità LGBTQ no, indi un po’ di rivendicazione e di orgoglio ci sta, no?).

Sono certa che il malinteso verrà chiarito, lo reputo un momento di stanca, di stallo. Fossi una loro fan mi aspetterei da un momento all’altro un comunicato di Scuuusa





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