Maturità 2013, la seconda prova, la versione di Quintiliano al classico: traduzione

TopNotizie.it 20 giugno 2013 0

seconda prova versione latino maturità 2013Oggi è il giorno dell’attesa seconda prova scritta dell’esame di Stato valevole per la Maturità 2013 che chiama a rassegna gli oltre 491 studenti di tutta Italia, impegnati con uno scritto differente a seconda dell’indirizzo di studi. Come sappiamo infatti, la seconda prova è differente a seconda del percorso scolastico sostenuto dallo studente. In questo ambito, andiamo a vedere quale è la traccia del Liceo Classico, incentrata sulla versione di latino e che vede come autore Quintiliano.

Il brano proposto agli studenti maturandi è “Omero maestro di eloquenza” tratto dal libro X delle Istitutiones. Ovviamente, in rete già circola la traduzione completa sui principali siti specializzati, dove appaiono anche le immagini della traccia, come riportato sul sito TgCom24 ma anche su Skuola.net. A seguire, vi riportiamo dunque la traduzione completa (Fonte TgCom24) dello scritto per il Liceo Classico.

“Ma adesso voglio parlare proprio di quei generi letterari che ritengo di massima utilità a coloro che hanno intenzione di diventare oratori. Ragion per cui, come Arato crede che si debba cominciare da Giove, così a noi sembra che la cosa migliore sia cominciare da Omero. Ci ha dato infatti un modello, un punto di partenza per tutte le parti dell’eloquenza, proprio come Omero stesso dice dall’Oceano ha inizio il corso dei fiumi e delle sorgenti.

Nessuno potrebbe superare Omero per sublimità negli argomenti di grande importanza e per proprietà in quelli di minore importanza: è ricco e conciso, ma è serio, degno di ammirazione per l’abbondanza per la concisione, supera tutti non solo per le sue capacità poetiche, ma anche per il suo vigore oratorio.

Infatti, senza voler parlare delle lodi, delle esortazioni e delle consolazioni, forse nel nono libro, che contiene l’ambasceria mandata ad Achille, o nel primo libro con la violenta discussione tra i capi di Neil, i consigli forniti nel secondo non sviluppano tutte le tecniche dell’oratoria giudiziaria e deliberativa? Non ci sarà certo nessuno così ignorante da non ammettere che un simile autore aveva nelle sue corde tanto i sentimenti moderati quanto quelli trascinanti.

E non è forse vero, suvvia, che all’inizio di entrambi i poemi, in pochissimi versi, ha, non dico rispettato, ma addirittura creato la legge dei proemi? Egli dispone favorevolmente il lettore con l’invocazione alle dee che, come era credenza diffusa, proteggevano i poeti, stimola il suo interesse mettendogli davanti l’importanza degli argomenti e gli chiarisce la storia facendo una rapida sintesi degli avvenimenti principali. Chi potrebbe raccontare più sinteticamente di Omero la morte di Patroclo, chi potrebbe narrare in modo più espressivo di lui la battaglia tra i Cureti e gli Etoli?”.





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