Caso Calderoli-Kyenge, Matteo Salvini: “Napolitano taci che è meglio”

matteo-salvini1Roberto Calderoli nella bufera per l’infelice uscita fatta ieri durante un comizio sul ministro Cecile Kyenge. “Quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango”. Ciò ha scatenato lo sdegno bipartisan delle forze politiche. Dopo una polemica che è durata per l’intera giornata, con l’intervento della stessa Kyenge, del presidente Napolitano e del premier Letta. Calderoli ha cercato di chiudere il dibattito in serata con una una telefonata alla Kyenge per scusarsi.

La Kyenge ha confermato la telefonata e le scuse accettate, ma precisa: “Il nodo istituzionale resta: ciascuno deve tener presente sempre la carica che riveste”. Matteo Salvini, vice-segretario della Lega, interviene contro Napolitano: “Io mi indigno con chi si indigna. Napolitano, taci che è meglio”, ha scritto il vice-segretario su Facebook sul caso Calderoli-Kyenge. “Napolitano si indigna per una battuta di Calderoli – sostiene -. Ma Napolitano si indignò quando la Fornero, col voto di Pd e Pdl, rovinò milioni di pensionati e lavoratori?“.

Salvini era intervenuto anche ieri sulla questione sempre con una serie di post sul social network: “La signora Kyenge, come la signora Boldrini, vanno combattute e fermate con le idee, con le proposte, con la visione di un Futuro e di una Società diversi. Sono politici pericolosi non perché sono belli o brutti, perché modelle od oranghi, ma perché sono pedine di un disegno che vuole cancellare le Identità, le diversità, le storie, le lingue, le tradizioni e il lavoro, nel nome di un pensiero unico basato solo sul denaro. – conclude – Sconfiggeremo il Quarto Reich, i suoi nani e le sue ballerine, con il lavoro, non con le battute”.

E per il leghista la colpa di tutto il polverone è dei giornalisti: “Molti giornalisti italiani mi fanno schifo. A qualcuno scappa una battuta del cavolo, non dovrebbe succedere ma può capitare, è capitato anche a me in passato. E diventa la notizia del giorno! – afferma il leghista – Non il lavoro, non gli esodati (scomparsi), non le pensioni da fame, non i suicidi, non le Aziende che chiudono, non uno Stato sempre più ladro. No, la notiziona è una battuta del cavolo, certo da evitare perché dà fiato agli indignati di professione. Servi, non sono giornalisti ma servi” . 

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