Polemica tra Baudo e L’Anpi dopo la puntata de Il viaggio sulle Fosse Ardeatine

pippo baudoÈ polemica tra Pippo nazionale e l’Anpi, associazione nazionale partigiani italiani. La diatriba è sorta dopo il servizio della puntata de Il viaggio dell’otto luglio, in cui il conduttore ha parlato delle Fosse Ardeatine. Baudo ha intervistato il maggiore dell’Esercito Francesco Sardone, direttore del Museo delle Fosse Ardeatine, per ricordare il massacro di 335 civili e militari per mano dei nazisti il 24 marzo 1944 come rappresaglia per l’attentato in via Rasella.

“Purtroppo ancora una volta, parlando di via Rasella, si sono rappresentati i fatti come se si fosse trattato di un attentato terroristico, e non di una ‘legittima azione di guerra partigiana’, come è stato riconosciuto più volte dalla Corte di Cassazione italiana e da numerosi tribunali”, scrive l’Anpi in una nota, aggiungendo che “le domande di Baudo sembrano legittimare le presunte leggi di guerra, solo in parte spiegate dal maggiore dell’Esercito, continuando a diffondere l’idea sbagliata che si potessero uccidere 10 persone per ogni militare morto”.

L’Anpi contesta anche la ricostruzione fatta durante la trasmissione: “In realtà l’eccidio fu compiuto dai tedeschi in gran segreto e in tempi rapidissimi (21 ore dopo l’azione), in combutta con la polizia fascista, che consegnò alle SS di Kappler una parte delle vittime. Non fu rivolto alcun appello a consegnarsi agli autori dell’azione di via Rasella né vi fu alcun preavviso della rappresaglia. Proprio per celare il posto dell’eccidio, i tedeschi fecero esplodere delle bombe all’ingresso delle cave Ardeatine. Ricordiamo quindi a Baudo, nel 70esimo anniversario della Resistenza, e a tutti i cittadini italiani che lo hanno ascoltato, che la verità è un’altra ed è stata definitivamente stabilita dai tribunali”.

L’Anpi corregge anche Sardone, che ha confuso i Gap, ossia i Gruppi di Azione Patriottica responsabili di via Rasella, con gli omonimi Gruppi Armati Proletari, organizzazione terroristica degli anni di piombo. Baudo ha replicato prontamente: “Allora parliamo di attentato, lo era sì o no? I nazisti, che hanno tutta la mia disistima per quello che hanno compiuto nel mondo, facevano pattugliamento. I partigiani sapevano che la reazione dei tedeschi sarebbe stata uno a dieci? Purtroppo che questa rappresaglia nazista ci sarebbe stata era noto perché c’erano manifesti su tutti i muri di Roma, come ha spiegato bene il maggiore Sardone” e continua il conduttore: “Purtroppo questa è una spina dolorosa che si trascina nel tempo. Una volta che sai che la tua azione, per quanto eroica, contribuirà a far ammazzare 335 persone o hai il coraggio di dire “sono stato io” e ti immoli o verranno uccisi degli innocenti.

L’esempio più calzante è quello del vice brigadiere dei carabinieri Salvo d’Acquisto che si è immolato. C’è il tribunale della storia e il tribunale della morale, che è un’altra cosa. Nessuno si è immolato per salvare queste vittime. Io sono per i partigiani e quello che hanno fatto in Italia è eroico ma in questo caso un atto di eroismo in più ci stava”.

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