Rai, The Mission: il nuovo reality tra petizioni e polemiche

the missionSi chiama Andrea Casale, studente universitario a Parma, il ragazzo che ha lanciato una petizione sulla piattaforma Change.org. Lo scopo è quello di far togliere dal palinsesto Rai il nuovo reality The Mission, in programma per questo autunno. Il programma umanitario ha come obiettivo raccontare la sofferenza dei rifugiati attraverso gli occhi dei personaggi dello spettacolo. Il reality è prodotto dalla Rai in collaborazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Acnur) e l’organizzazione non governativa italiana Intersos.

Parteciperanno alcuni personaggi del mondo dello spettacolo tra cui Emanuele Filiberto, Paola Barale, Michele Cucuzza, Barbara De Rossi, Al Bano, che dovranno raccontare le esperienze dei rifugiati in Sud Sud Sudan, in Repubblica Democratica del Congo e in Mali. La messa in onda dei primi due episodi è prevista il 27 novembre e 4 dicembre.

Andrea Casale, però, chiede di bloccare la programmazione e di annullare il programma. “Ho lanciato questa petizione – spiega Andrea – perché appena ho sentito la notizia della produzione di The Mission ho provato senso di indignazione verso la spettacolarizzazione di tragedie umane come quelle dei rifugiati e perché mi occupo di diritti civili e immigrazione nella provincia di Parma”.

E poi domanda: “Fareste raccontare la sofferenza dei vostri figli da Emanuele Filiberto e Paola Barale? Accettereste di vedere vostra madre, sopravvissuta a violenze inaudite, scimmiottata come comparsa di un reality show?Fermiamo questo scempio, – conclude Andrea – chiediamo alla Rai, all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e a Intersos di annullare questa operazione lesiva della dignità umana e di non mandare in onda The Mission”.

Sulla questione è intervenuta anche Laura Boldrini, che dichiara: “L’anno scorso, quando ero portavoce dell’Unher, partecipai ai primi contatti con la Rai per un programma che rendesse comprensibile ai telespettatori il dramma dei rifugiati. Ma non pensavamo certo a un reality con i Vip come indicherebbero le anticipazioni su The Mission di questi giorni”.

Al suo intervento fa eco la Rai, che in una nota ha affermato: “Il servizio pubblico saprà muoversi nel rispetto della dignità delle persone, dei rifugiati e della sensibilità dell’opinione pubblica”. Ma la paura che la formula del reality banalizzi la sofferenza dei profughi rimane comunque molto sentita. “Temiamo la sofferenza sbattuta in prima serata. L’uso, nel vero e proprio senso della parola, di storie e persone”, spiega Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati.

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