Sentenza Mediaset: Berlusconi condannato e incandidabile

Giulia Calchetti 2 agosto 2013 0

dimesso-berlusconiIl quattro volte Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato condannato per frode fiscale: al Cavaliere sono state contestate le presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv Mediaset per una frode fiscale relativa al 2002 e al 2003 (i due anni precedenti sono caduti in prescrizione) che ammonta a 7,3 milioni di euro.

La condanna è di quattro anni di reclusione tre anni coperti da indulto, l’anno residuo da scontare ai domiciliari o con l’affidamento ai servizi sociali. Rinviata in Appello la pena per l’interdizione dai pubblici uffici. Di fatto, Berlusconi è già incandidabile, secondo quanto recita il Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità, il decreto legislativo 31.12.2012 n° 235 , varato da Mario Monti e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 gennaio 2013.

L’articolo 1 prevede infatti che “non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a 2 anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni” e la frode fiscale è tra questi.

Quando la condanna giunge mentre il condannato è parlamentare, il decreto anticorruzione di Monti prevede che “la Camera di appartenenza delibera ai sensi dell’articolo 66 della Costituzione”, quello secondo il quale “ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità”. Ciò significa che in Senato esploderà la questione politica di un voto che potrà o meno fare decadere da parlamentare Berlusconi già da subito, appena il pm comunicherà la condanna all’assemblea.





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