Yara Gambirasio, fermato il mitomane: “Sono stato frainteso”

Giulia Calchetti 9 agosto 2013 0

2-yara-gambirasio-02Non era l’assassino, ma solo un mitomane l’uomo che qualche giorno fa aveva lasciato un presunto indizio sull’omicidio di Yara Gambirasio. Nella cappella dell’ospedale di Rho, in provincia di Milano, sul registro dove i fedeli lasciano i loro pensieri, preghiere e auguri, qualcuno aveva scritto la seguente frase: “Qui è passato l’omicida di Yara Gambirasio, che Dio mi perdoni”.

La scoperta era stata fatta dal personale dell’ospedale che ha prontamente allertato la polizia. Successivamente, era arrivata al cappellano dell’ospedale una lettera di tre pagine firmata “Mario”, in cui l’uomo si accusava dell’omicidio della piccola Yara uccisa nel 2010. Mario ( ma il vero nome pare essere un altro) è un uomo, sulla sessantina ed è un ex collaboratore di giustizia con precedenti per depistaggio di indagini.

Nel corso della mattinata si è recato alla redazione de L’Eco di Bergamo affermando di voler fornire la sua versione, spiegando di essere stato frainteso e che voleva soltanto attirare l’attenzione su un fatto a lui noto e che poteva essere collegato al caso di Yara. Non era nelle sue intenzioni far credere che fosse lui l’assassino. Il mitomane è stato portato in questura per l’interrogatorio, ma nulla di quello che ha dichiarato, purtroppo, serve a portare una svolta al caso interessato.





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