Pensioni, ultime news oggi: contratto di part time agevolato è un flop, ecco perché

Le ultime novità sulle pensioni avrebbero sottolineato il flop clamoroso del contratto di part time agevolato. Lo scorso 2 giugno era entrato in vigore il decreto che dava la possibilità ai lavoratori di andare in part time verso la pensione. Questo solo in presenza del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018. Tuttavia, l’Inps avrebbe accolto ad oggi solo 200 domande, come rivela TgCom24, ma come mai?

Come sappiamo la norma prevede un accordo tra il lavoratore dipendente e l’azienda ma questo sembrerebbe essere vantaggioso solo per il primo. Le aziende, di contro, pagherebbero una quota in più rispetto alle ore lavorate. Cosa significa questo in numeri? Scopriamo insieme i calcoli che sono stati effettuati e che non garantirebbero vantaggi per l’impresa.

I Consulenti del lavoro hanno effettuato dei calcoli su classi di retribuzioni annue lorde che vanno dai 25.000 ai 43.000 euro. Ciò che ne è emerso è che un lavoratore che firma un contratto di part time agevolato al 40% delle ore (16 a settimana a fronte delle 40 dell’orario intero) ha in busta paga il 72% della retribuzione. Al contrario, l’azienda ha una riduzione del costo del lavoro del 49% (a fronte di una riduzione dell’orario del 60%).

Emanuela Longo Author

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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