DVB-T2 cos’è?

La Commissione Europea ha stabilito che tutti i Paesi, compresa l’Italia, che fanno parte della Comunità Europea, dovranno adottare il nuovo DVB-T2, in seguito al passaggio della televisione analogica al digitale terrestre.

Questo passaggio è indispensabile se si vuole ricevere il segnale con la nuova codifica, che permette di vedere i diversi programmi TV, la conseguenza è l’impossibilità di assistere alle trasmissioni televisive.

Non è sufficiente il DVB-T2 da solo, che non è altro che una estensione dell’odierno BVB-T, ma deve essere abbinato al codec HEVC, che inizierà ad entrare in funzione entro il 2020, con una possibile proroga fino al 2022.

Naturalmente il passaggio avverrà in maniera progressiva ed in tempi abbastanza lunghi, per permettere a tutte le regioni di adeguarsi in base a diverse tempistiche.

Molti si chiederanno il perché di questo ulteriore cambiamento, è tutta colpa della crescita in maniera esponenziale della tecnologia mobile, in particolare quella di ultima generazione, che andranno ad occupare le frequenze della banda a 700 Mhz.

Di conseguenza alle emittenti televisive secondo i nuovi standard di trasmissione del segnale, serviranno un numero ridotto di frequenze, ma ciò che sorprende sono i risultati, ovvero: ottima visibilità, perfetto audio ed una quantità elevata e varia di contenuti.

In genere tutte le televisioni prodotte dopo il 2016 sono già compatibili, il problema sorge per quelle fabbricate tra il 2010 ed il 2015, che per trasmettere i programmi è necessario dotarle di un semplice decoder, molto simile per dimensioni a quello che usiamo oggi.

Infine per quelle nate prima del 2010, pur adottando un decoder, certamente non riusciranno a ricevere i programmi dei canali trasmessi in HD, i possessori di questi modelli, dovrebbero iniziare a prendere in seria considerazione l’acquisto di un nuovo apparecchio.