Psicologia: Sindrome di Hikikomori

La Sindrome di Hikikomori è una vera e propria condizione psicosociale, quasi di rifiuto della società, iniziò a manifestarsi intorno agli anni ’80 tra i giovani giapponesi, specialmente tra quelli compresi nella fascia adolescenziale, ma ben presto ci si rese conto, che questo problema è altrettanto diffuso anche in altri Paesi.

Esistono diversi criteri per riconoscere questa sindrome legati al tempo ed al comportamento, se per un lasso di tempo di almeno sei mesi di persistenza, un giovane tra i quindici ed i venticinque anni, manifesta uno stile di vita diverso dal solito, caratterizzato dal rifiuto di uscire preferendo passare numerose ore rinchiuso nella propria stanza e non mostra alcun interesse per le amicizie, per la scuola o per il lavoro, senza per questo essere depressi, qualcosa non va.

Spesso si tratta di ragazzi introversi, molto intelligenti e particolarmente sensibili, che hanno una grande sfiducia nelle relazioni e che sono molto critici a volte negativamente, nei confronti della società.

Sentono molto su di loro la competizione e la pressione, da parte degli amici, della scuola o della famiglia, ragion per cui rifiutano la vita sociale, con le sue regole, preferendo l’autoisolamento.

Lo stare sempre in disparte, rinunciando a qualsiasi tipo di comunicazione, ed avendo come sola fonte d’informazione internet, fa si che i ragazzi vedono il mondo solo attraverso un monitor, diventando facili prede di adescatori o credendo alle fake news, non riescono a distinguere la vita reale con quella virtuale.

L’approccio con questi ragazzi non è certo semplice, non sono propensi a relazionarsi con gli altri e soprattutto sono fortemente convinti di non aver bisogno di alcun tipo di aiuto, perché sono sfiduciati, disillusi e negativi, per aiutarli non bisogna assolutamente forzarli e tanto meno giudicarli.

Anche se non è riconosciuta come una psicopatologia, adottando questo atteggiamento negativo, nel tempo si possono sviluppare seri problemi o disturbi psicologici, come paranoie.

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