Infermiera di Piombino: Fausta Bonino, contro di lei indizi non gravi

Sono state rese note le motivazioni del Riesame di Firenze in merito alle quali i giudici hanno deciso per la scarcerazione di Fausta Bonino, l’infermiera definita dalla stampa “killer” dopo le accuse gravissime di aver provocato il decesso di numerosi pazienti tramite dosi massicce di eparina. A detta del Riesame, sarebbe emersa l'”insussistenza della gravità indiziaria”.

Fausta Bonino: le motivazioni del Riesame sulla infermiera di Piombino

La Bonino, accusata di aver ucciso 14 pazienti ricoverati presso il reparto di Anestesia e Rianimazione presso il quale svolgeva la mansione di infermiera a Piombino, sarebbe stata scarcerata poiché gli indizi non sarebbero connotati “da gravità, precisione e concordanza”. Lo riporta oggi TgCom24 parlando di uno dei casi che nelle passate settimane aveva fatto molto scalpore.

Pare infatti che in otto dei quattordici casi stabiliti, non sarebbe certa la somministrazione di eparina. “Non vi sono riscontri ematochimici” che confermino che siano stati causati dalla somministrazione di eparina, scrive il Riesame di Firenze sul caso di Fausta Bonino. Anche sugli altri decessi, tuttavia, sarebbero emersi non pochi dubbi.

Si legge nelle carte del Riesame che “in mancanza di una relazione medico-legale (la perizia è in corso di esecuzione)” sono necessari ulteriori chiarimenti in “riferimento al lasso temporale dell’effettuazione dell’eparina, agli effetti dell’eparina, ai tempi di reazione, alle variabili dipendenti dalle condizioni di salute, dall’età, da eventuali patologie in atto, elemento che costituisce a parere del collegio il punto nodale”.

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