Processo Yara Gambirasio, sentenza Massimo Bossetti: “Non sono un assassino”

Oggi, 1 luglio 2016, a distanza di un anno dall’inizio del processo sul delitto di Yara Gambirasio, i giudici finalmente pronunceranno il verdetto a carico di Massimo Bossetti, presunto assassino della tredicenne di Brembate. La sentenza sarà a porte chiuse con l’assenza delle telecamere e dei fotografi in aula, come deciso dal giudice su richiesta esplicita del pm Letizia Ruggeri. Sempre questa mattina, prima che la corte si riunisse in camera di consiglio, Massimo Bossetti ha parlato rilasciando alcune dichiarazioni spontanee.

Massimo Bossetti, processo Yara Gambirasio: le sue dichiarazioni spontanee nel giorno della sentenza

“Non vedevo il momento di poter parlare, non vedevo l’ora di potervi guardare negli occhi per spiegarvi che persona sono, che non è quella che è stata descritta da tanti in quest’aula”. Così Massimo Bossetti ai giudici della Corte d’Assise di Bergamo, come rivela L’Eco di Bergamo che sta seguendo in tempo reale quanto sta accadendo in Tribunale.

“Non sono un assassino”, sono state le parole del presunto assassino di Yara Gambirasio. “Sarò uno stupido, sarò un cretino, sarò un ignorantone ma non sono un assassino: questo deve essere chiaro a tutti”, ha ribadito l’imputato. “Quello che mi viene attribuito è vergognoso. Molto vergognoso”, ha proseguito. Prima di ringraziare i giudici per l’attenzione e la pazienza ha aggiunto: “È impossibile, molto difficile assolvere Massimo Bossetti, ma se mi condannerete sarà il più grave errore del secolo”.

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