Sara Di Pietrantonio: viaggio nell’orrore, l’ex fidanzato aveva pianificato tutto

Possiamo considerarlo un vero e proprio viaggio nell’orrore ciò che è emerso dalla consulenza medico-legale relativa al corpo di Sara Di Pietrantonio, la ragazza romana uccisa e poi data alle fiamme dall’ex fidanzato, Vincenzo Paduano. Secondo quanto riportato dalla criminologa Roberta Bruzzone sulle pagine del settimanale Giallo, Sara avrebbe avuto il tempo di rendersi conto di non avere più scampo.

Secondo quanto emerso dall’autopsia, infatti, Sara, 22 anni, sarebbe stata ricorsa da Paduano che l’avrebbe afferrata per i capelli, stringendole con forza il braccio attorno alla gola fino a farle perdere i sensi. Quindi, quando Sara era ormai del tutto inerme, le ha dato fuoco versandole il liquido infiammabile che Paduano aveva portato con sé.

“Un agguato preparato con cura e con feroce premeditazione”, scrive la Bruzzone su Giallo. “Sulla contestazione delle premeditazione in particolare, a mio avviso, non ci possono essere dubbi”, ha aggiunto. A sua detta, l’ex fidanzato di Sara Di Pietrantonio aveva organizzato l’agguato al fine di annientare la 22enne, “colpevole” di non amarlo più.

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